PRISTEM Storia - Böcker
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Il numero 3-4 delle Note è dedicato a Felix Klein. Pietro Nastasi, storico della matematica e docente all'Università di Palermo ha tradotto in italiano le "Conferenze americane" che Klein tenne nel 1893 (dopo l'"Esposizione" di Chicago e il Congresso Internazionale di Matematica). Il testo delle Conferenze è accompagnato dall'autobiografia che Klein redasse nel 1923, anch'essa tradotta per la prima volta in italiano. Il numero delle Note si apre con un saggio in cui Nastasi illustra l'importanza delle Conferenze americane e l'attualità di alcune tematiche (scientifiche, didattiche, istituzionali) in quelle che possono essere considerate una delle ultime sintesi della Matematica dell'800, prima che Hilbert aprisse a Parigi il nuovo secolo.
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Questo volume raccoglie lo scambio epistolare tra Cantor e Dedekind, finora edito parte in tedesco e parte in francese. Sarà la prima edizione italiana completa di questo fondamentale carteggio, in cui si vedono nascere la nozione di cardinale e ordinale transfiniti, in cui si dimostra la non numerabilità dell'insieme dei numeri reali R e si leggono i primi tentativi e le correzioni alla costruzione di una biiezione tra R e R2, e le discussioni fra Cantor e Dedekind sull'invarianza della nozione di dimensione. "Pochi scritti matematici possono competere - scrive Pietro Nastasi nell'Introduzione - con questa corrispondenza nell'evidenziare il complesso intreccio psicologico che presiede all'invenzione matematica. E nessun lavoro storiografico potrebbe far emergere, meglio di queste lettere, la differenza fra le due personalità implicate: focosa e fantasiosa quella di Cantor, pacata e critica quella del più anziano amico".
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Questo numero delle Note, curato da Lorenzo Magnani e da Riccardo Dossena, è dedicato alla ripresentazione del programma di Erlangen, nella classica traduzione italiana di Gino Fano, arricchita da un'introduzione di Jean Dieudonné e da un saggio di François Russo. Quest'ultimo contributo in particolare presenta la genesi del programma, a partire dai primi decenni dell' Ottocento, concentrando la propria attenzione sulla costituzione - con Poncelet - della Geometria proiettiva in forma di dottrina e sulla scoperta delle Geometrie non euclidee. Fu questa una vera e propria "avventura" internazionale, cui parteciparono matematici tedeschi (Klein, Staudt, Grassmann, Helmholtz, Riemann), russi (Lobacevskiy), ungheresi (Bolyai), inglesi (Cayley), francesi (Poncelet, Chasles), italiani (Beltrami).