Sebbene il colore sia conditio sine qua non per percepire gli oggetti secondo il pensiero antico la sua importanza negli studi archeologici e storico artistici è stata sottovalutata fino al XX secolo. Le recenti innovazioni scientifiche nella diagnostica dei beni culturali hanno permesso un incremento qualitativo e quantitativo degli studi sul colore per il periodo classico e tardo medievale. Meno esplorato rimane il periodo di transizione della Tarda Antichità e del primo Medioevo, cruciale per lo sviluppo della storia culturale del colore nelle epoche successive. Articolato in due parti, il libro si propone, in un primo tempo, di esplorare sotto il profilo cromatico vari supporti della cultura figurativa tardo antica per cercare di cogliere l’eventuale sviluppo di una cultura cromatica propria del periodo in esame. Nella seconda parte si affrontano le problematiche relative al colore in architettura, considerando l’evoluzione dello spazio cromatico e della sua percezione attraverso lo studio di una serie di cantieri di scavo, restauro e studio che lo rivelano e lo interpretano.